Home Documenti Psicologia e Immigrazione
FacebookLinkedin

Area riservata



Psicologia e Immigrazione PDF Stampa E-mail
Lunedì 18 Novembre 2013 22:20

migrantiNel lavoro con i migranti, in particolare con i cosiddetti “migranti forzati”, mi chiedo spesso, come psicologa e psicoterapeuta, quale possa essere lo specifico ruolo della Psicologia, in un’epoca dove la presenza dei migranti coinvolge la quotidianità di tutti in modo trasversale.

Con sempre maggior forza, i Servizi di tipo pubblico e privato sono chiamati ad intervenire in situazioni per lo più complesse, dove ci si trova di fronte alla Diversità dell’altro: tale diversità interpella lo psicologo, così come tutte le altre professionalità di tipo socio-sanitario, in modo particolare e spesso come professionisti ci si trova spaesati o con la sensazione di non avere gli strumenti adatti a comprendere e quindi ad intervenire.

 

Ritengo che la nostra professione possa avere un ruolo cruciale nel lavoro con i migranti: se da un lato, per quanto riguarda le popolazioni costrette a migrare perché vittime di abusi e tortura, la Psicotraumatologia può e deve essere l’interlocutore primario, dall’altro esistono questioni molto delicate e complesse che hanno invece a che fare con lo strappo culturale, e le relative conseguenze, che magari siamo chiamati a tentare di alleviare. Questo secondo elemento mi suscita domande, più che risposte certe: fino a che punto riusciamo come psicologi, con gli strumenti che abbiamo, a comprendere i codici culturali del migrante che ci sta di fronte? E quanto poi ci facciamo guidare nel lavoro clinico da tale comprensione? Ancora… Quanto consideriamo la tanto appellata “integrazione” (concetto ben difficile da definire!) l’obiettivo ultimo del lavoro clinico e/o terapeutico con i migranti, senza porci prima altri tipi di quesiti CON i migranti stessi?

 

Forse è nel continuo tentativo di dare risposte a tali domande che lo Psicologo, lo Psicoterapeuta e la Psicologia più in generale, possono trovare il proprio posto nel lavoro con i migranti, dando un contributo decisivo nel trovare quella “giusta distanza” (per citare un film di Mazzacurati) con la Diversità del migrante stesso nel lavoro clinico quotidiano.

Dott.ssa Elisa Danese

 




Licenza Creative Commons
Eccetto dove diversamente specificato, i contenuti di questo sito sono rilasciati sotto Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia.