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Venerdì 01 Novembre 2013 21:41

Cannibale 1Il cannibalismo è definito come la predazione intraspecifica, cioè mangiare carne dei propri simili. Le ragioni di questa pratica sono diverse ma una più di altre sembra spiegare il parallelismo con la professione dello psicologo, cioè la carestia.
Dal riconoscimento della professione di psicologo nel 1989 si possono osservare tre atti di cannibalismo...

La prima azione di cannibalismo si svolge negli anni novanta quando una massa di medici mancati e di laureati in lettere con indirizzo psicologico, incentivano la nascita delle facoltà di psicologia in ogni Università italiana. Iscrivendo e formando un gran numero di colleghi psicologi, implementando il numero dei ricercatori e dei dottorandi. Ciò con un unico obiettivo... alimentarsi dei lauti stipendi universitari. I "dotti" non avevano previsto che il formare una pletora di laureati in Psicologia non avrebbe avuto altro risultato che la svalutazione nel tempo della professione. Purtroppo il meccanismo generato, a questo punto è difficilmente arrestabile. In Italia ci sono circa 90.000 psicologi e in Europa 270.000. Gli abitanti in Italia sono circa 60.000.000, ciò vuol dire che per ogni psicologo ci sono circa 666 persone a testa, che scenderanno quando gli oltre 60.000 studenti, presenti oggi nelle università italiane diventeranno professionisti psicologi. Ebbene avremo circa 400 persone a testa e per poter sperare di esercitare la professione fino alla pensione dovremmo sperare che si "ammalino" tutti!

 

La seconda azione è stata l'apertura di una quantità esorbitante di scuole di specializzazione private universitarie. Sempre i soliti panciuti e sazi hanno ritenuto utile investire ed insegnare la psicoterapia ma forse anche la psicologia dato che i corsi Universitari erano e sono caratterizzati da un approccio prevalentemente teorico. Tutti a fare la specializzazione magari sospinti dalla chimera della possibilità di assunzione nel sistema sanitario nazionale, un gentile regalo della Bindi. Scuole private costose che si nutrono dei mille lavori degli specializzandi che investono e investono sulla formazione. Un sistema basato sul rendere insicuri i discenti e così con le supervisioni perpetuare la formazione. In questi corsi non si è mai pronti, mai finiti, c'è sempre la supervisione, il corso di ulteriore specializzazione, il master e via dicendo. Quando questi cannabili hanno realizzato che stava finendo la "ciccia" hanno pensato di inventarsi il consuling e altro aprendolo anche a insegnanti parrucchiere, elettrotecnici ecc. con il risultato che la psicologia si è ulteriormente svalorizzata.

Atto terzo. Ci si morde e ci si mangia tra pari. La novità consisterebbe nel MARKETING dello psicologo, nel vendere servizi ai colleghi promettendogli la possibilità di implementare la clientela, ovviamente dimenticando che ci sono 666 persone a testa.
Ben vengano iniziative di questo genere. Di tutti i generi: "psicoaperitivi", "psicologi in gabbie trasparenti", "psicologi nelle piazze", "psicologi nei gazebo" ecc. A quando gli psicologi nei centri commerciali (consigli per gli acquisti), ai caselli autostradali (consigli sulla guida sicura) ecc.
Davvero in un mondo che cambia non bisogna trascurare nulla.
Ma che tutto questo abbia, realmente, a che fare con il MARKETING della Professione, ce ne corre. Tutti questi cari colleghi che si pubblicizzano e sponsorizzano come "quelli che se ne intendono" e "sanno fare gli interessi dei giovani Psicologi", sanno realmente cosa vuol dire "Fare Marketing"?
Non siamo in grado di dare una risposta. Di certo però abbiamo una domanda, semplice, forse anche ingenua da porre: Quali sono i risultati attesi? Quali benefici economici o di altro tipo per gli Psicologi?
Con tante campagne di Marketing, quali sono i risultati che si stanno ottenendo dal punto di vista occupazionale e di incremento di reddito per gli psicologi della toscana, della lombardia, del veneto e delle altre regioni?
NESSUNO
Risultato assolutamente NEGATIVO se consideriamo la vistosa riduzione del reddito medio degli Psicologi negli ultimi anni.
Ma allora chi ne ha tratto beneficio?
La risposta è articolata ma non impossibile da fornire.
Qualche esempio:
-qualche Ordine regionale ha attivato: a) Marketing della Psicologia; b) Marketing della psicologia del Lavoro; c) Finanziamenti Europei; d) Portale; e) Festival della Cultura Psicologica ecc. il tutto spendendo decine e decine di migliaia di euro delle quote dehli iscritti.
Ben spesi? Certo.
Spesi bene se hanno prodotto risultati per i giovani Psicologi.
Spesi malissimo se hanno prodotto risultati solo per i Consiglieri dell'Ordine, per i Consulenti "amici" e per le Aziende che hanno lavorato.
Come sempre la risposta è nei fatti, siamo cannibali!

Il cannibalismo come abbiamo detto all'inizio avviene perché c'è carestia, allora le soluzioni per risolvere questo cannibalismo sono quelli che prevedono un aumento delle risorse. Devono poter mangiare tutti, mangiare per sfamarsi non mangiare solo alcuni. Nel medio lungo periodo Psicoeuropa sostiene alcune iniziative e proposte di soluzione e le vuole proporre a tutti i nuovi candidati, a tutti quelli che si impegneranno per farsi eleggere per governare gli ordini regionali e l'ordine nazionale nei prossimi quattro anni di mandato.

1-Università. Ridurre progressivamente il numero di facoltà di psicologia e ridurre il numero di studenti facendo aule decenti, e introducendo il numero programmato degli accessi alle facoltà.

2- Obbligo di iscrizione all'ordine solo per chi lavora, garantendo l'abilitazione raggiunta a tutti quelli che non esercitano fino a quando non saranno in grado di esercitare la professione

3- Riduzione della tassa d'iscrizione e dei contributi previdenziali ENPAP per almeno cinque anni dall'avvio dell'attività libero professionale.

4- Ultimo anno di corso formazione prevalentemente esterno all'Università legato alle strutture del territorio. Un medico impara a fare il medico durante i cinque anni di corso di laurea non a studiare solo come si dovrebbe fare.

5-Tirocinio retribuito come quello dei medici

 




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