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ECM e la coda di paglia! PDF Stampa E-mail
Sabato 06 Giugno 2015 21:55

pagliaQuello dell'ECM è un tema dibattuto e che investe la nostra, come tutte le altre Categorie. Solo un'analisi puntuale e la comprensione del contesto permettono una utile definizione del problema.

Un professionista deve o non deve aggiornarsi?

Se la risposta è positiva, si deve obbligatoriamente passare a indicare i modi, i tempi, i soggetti, le sanzioni (!!!) ecc. E, infine, anche la denominazione. Tanto più che l'aggiornamento è previsto dal nostro codice dentologico (art. 5 CD).

 

Quanti sono effettivamente gli psicologi che devono aggiornarsi?

L'ECM (poi possiamo anche cambiare la sigla per gli Psicologi), così come è formalizzata, coinvolge una platea di Psicologi molto più ampia di quella falsamente rappresentata da Altra Psicologia. Di certo non sono i 4.000 indicati.
Qualche dato: 6.000 dipendenti delle ASL; 5.000 tra cooperative, strutture private convenzionate ecc. che lavorano per conto delle ASL; qualche decina di migliaia di Liberi Professionisti, specialisti in Psicoterapia, i quali, nella pratica professionale, esercitano anche l'attività Psicoterapeutica.
La nostra legge ordinistica definisce, in modo implicito, la psicoterapia come attività specialistica sanitaria (art. 3 CD). Tant'è che le prestazioni psicoterapeutiche, nella pratica libero professionale, sono esenti da IVA.

Quanti sono i laureati in Psicologia che esercitano la Professione di Psicologo?

L'ENPAP ha circa 50.000 iscritti; i dipendenti sono circa 10.000. Sono oltre 40.000 gli iscritti agli Ordini che non esercitano la Professione.
Se questo è il contesto, dobbiamo partire da questi dati per elaborare una posizione sulla Formazione Continua e poi su come denominarla.
A questo punto possiamo aprire il dibattito e avanzare proposte, senza pregiudizi, né retropensieri ma unicamente nell'interesse della Psicologia, della Professione e degli Psicologi.

l'ECP proposto da AP avrebbe comunque dei costi?

A meno che non si pensi che ci siano benefattori che offrono la Formazione gratuitamente, ma solo agli psicologi.

La distinzione sanitari v/s liberi professionisti, ha senso?

In questo ambito, non ha motivo di esistere. Il libero professionista che svolge attività psicoterapeutica eroga una prestazione sanitaria.
Se questi sono i dati oggettivi e sfido chiunque a confutarli, oltre il 70% degli Psicologi che esercitano la professione sarebbero, in ogni caso, obbligati all'ECM.
A meno che qualcuno non pensi di Squalificare la psicoterapia fatta dagli Psicologi liberi professionisti, come attività non sanitaria. E se così fosse le parcelle dei liberi professionisti subirebbero immediatamente un salasso superiore al 22% (bisognerebbe far pagare l'IVA).

Perché tanta confusione di qualcuno?

Anche in questo caso, i soliti utilizzano dati ed elementi che non corrispondono assolutamente alla realtà della professione e che intercettano la disperazione di alcuni senza andare alla radice del problema. Propone conflitti interni e distinzioni dipendenti vs libero professionisti. Chiedete ai medici se fanno questa distinzione o ai biologi ecc.

Concludendo

Il tema dell'ECM o Formazione continua, che molti preferirebbero definire ECP (Educazione Continua in Psicologia), riguarda tutti i professionisti iscritti agli Ordini professionali. Non solo gli Psicologi.
Oggi purtroppo è diventato argomento di "distrazione di massa", forse per distrarre gli iscritti all'ENPAP dalla redditività dei contributi versati e della rivalutazione che è, udite, udite, pari a 0,00%.
Oppure per nascondere la pratiche occulte sul nuovo affittuario di via della stamperia, dov'è finita la Glasnost. Il mettere tutto sul sito.
L'eccessiva semplificazione è utile per "creare" una notizia, non per affrontare e risolvere un problema.

 




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